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LETTERA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Pubblicato : 12/03/2020 15:08:34
Categorie : CORONAVIRUS , New Parts Ricambi

LETTERA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Ieri ero giù. Da imprenditore, ieri ho dovuto prendere la difficile decisione e la responsabilità di chiudere l'azienda fino a data da destinarsi consapevole delle difficoltà che riscontreremo alla riapertura. Intanto in serata...

...il governo ha deciso per noi che le attività e-commerce devono andare avanti per garantire un servizio agli italiani che devono tassativamente stare a casa e per cui è preferibile inviarglielo il servizio, piuttosto che farglielo andare a prendere.

Noi non trattiamo beni di prima necessità ma nel contempo gli autoricambi possono diventarlo servendo i meccanici che rimettono in moto le auto che per forza devono andare avanti. Come quelle dei medici, infermieri, forze dell'ordine e di chi l'Italia la sta mandando avanti salvando vite o mandandone avanti l'economia, garantendone la prevenzione e la circoscrizione di questo stronzo di Covid19. Ma...non possiamo farlo. Non possiamo lavorare. I fornitori oggi abbassano le loro claire che rialzeranno solo tra qualche settimana, se tutto andrà bene. Pertanto siamo spiacenti ma confermiamo lo stop del nostro servizio. Oggi evaderemo gli ultimi ordini e poi staremo tutti a casa, come dev'essere e come giusto debba essere.

Sempre per la NPR mi occupo di social marketing e questo fa sì che io debba leggere e informarmi tramite i social per studiare i trend, i mood e se possibile cercare di anticipare le richieste e le volontà dei clienti. Ebbene, scrivo proprio in merito a questo. Oggi la tristezza è aumentata e lo sconforto pure.

Colgo una caccia alle streghe da parte di sceriffi immaginari che a bordo della loro saccenza vagano per il loro paese alla ricerca del colpevole reo di voler passeggiare in strada con i suoi due bambini, reo di volersi fare una corsetta in solitaria, reo di poter uscire di casa con i familiari stretti (magari famiglia di 4 persone che tra loro condividono pure il bagno) accusandolo di far gruppo contro la società, avvalendosi della sua ragione tramite filmati ripresi in modo discutibile da lui stesso fuori casa. Perché?

Io immagino sia perché siamo tutti spaventati e frustrati dalle ultime vicissitudini e che la mente umana fatichi a somatizzare ed accettare questa difficile situazione pertanto non essendo più fonte di sicurezza, l'interazione sociale va demonizzata e qualsiasi tentativo di ricercata e temporanea e solitaria serenità vada condannato. Per cui ìmpera il senso di autoflagellazione (come se da sola la punizione infertaci dal coronavirus non bastasse) - forse discendente dal retaggio della maggiore dottrina religiosa italiana? - Senso che deve pervaderci tutti di una cauta immobilità che ti DEVE privare del tuo benessere fisico e mentale. Non potrebbe essere altrimenti. Infatti non bastano isolamento, danni economici, piccole aziende destinate a rimboccarsi ulteriormente maniche e orli dei pantaloni, malattia e morti tutto intorno a noi. No, occorre soffrire. Di più.

Quindi il giustiziere scrive post sui bimbi untori da rinchiudere per salvaguardare il vecchietto che va a bersi incurante il bianchino durante una partita a ramino; post sui runner solitari egoisti che con il loro sudore spargono spruzzi di virus nella strada che percorrono; post su genitori deficienti che vogliono far prendere aria attorno al quartiere i figli 3enni ormai ingestibili in appartamenti di 80mq; post sul calcio e delusione per le porte chiuse alle partite; post contro Conte sempre e comunque; post su "Avrebbe potuto/dovuto.." rivolto al governo che sta, a mio avviso, compiendo ora per ora con testa stanca e preoccupata scelte ponderate, contenute e atte a tutelare l'Italia, italioti e italiani; post su minacce contro ignoti all'insegna del "Mi raccomando andate poi a farvi le vacanze all'estero.." ma sono gli stessi che scrivono che alla vista dei cinesi (italiani di residenza) neanche un mese fa si scansavano come se fossero appestati e che ora inneggiano la loro amicizia (solo perché pronti a ricevere) inconsapevoli di che popolo buono e gentile sia la Cina per natura e cultura. Forse perché loro le vacanze le fanno solo ggiù, ad Ibiza o Santorini e che di globale conoscono..No. Non conoscono.

Però consoliamo anche con i tanti #andratuttobene accompagnati da colorati arcobaleni per dimostrare di essere in tendenza con la fraterna speranza del momento. Che per carità...ben venga la speranza ma io voglio assolutamente credere che questa sconvolgente esperienza possa cambiare il mondo rendendolo più smart o agile, come si usa dire ora, spogliandolo di falsi retaggi culturali e convinzioni infondate per cui il mondo sia dettato e scandito solo da tortuosi sacrifici e autoflagellazione per il raggiungimento dell'eterna felicità.

Anche una brevissima passeggiata all'aria aperta con i propri bimbi potrebbe aiutarci, no?

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